Opinioni sullo sbiancamento dentale

Sai quanto dura lo sbiancamento dei denti una volta fatto? Ogni quanto dovresti ripetere questa operazione e quali cosa non dovresti fare dopo lo sbiancamento dentale? Te lo spieghiamo in questo articolo!

Quali sono i fattori reali che rendono lo sbiancamento denti un trattamento scelto da sempre più persone? Fondamentalmente è quello di avere un colore dei denti il più bianco possibile. Questo perché la bellezza del proprio sorriso può fare tutta la differenza del mondo in molti casi.

Un caso specifico è quello che riguarda il successo professionale di chi ha a che fare con tante persone che incontra quotidianamente. Clienti che guardano un agente e scoprono che questi ha un sorriso bianco e pulito hanno un approccio più confortevole con questo.

La propria autostima, quindi, aumenta anche in ragione della pulizia e lucentezza del proprio sorriso in tante, diverse occasioni. In questo articolo andremo a scoprire le possibilità e le accortezze che bisogna tenere in considerazione quando si vuole fare un trattamento come lo sbiancamento dei denti.

Sbiancamento denti: cos'è?

Attraverso l'utilizzo di una serie di prodotti e di tecniche conosciute dal dentista è possibile ridare ai propri denti un colore bianco del tutto simile a quello originale. Si tratta di una procedura che può impiegare sostanze in grado di riportare un colore bianco dei denti rimuovendo macchie dovute al tempo, e alla mancanza di attenzione.

I "denti gialli", così come siamo soliti definire quei sorrisi che presentano un alone di imperfezione, sono il risultato di un processo che si sviluppa nel tempo. Lo sbiancamento dentale è quel metodo utile per invertire questo processo di deterioramento.

La struttura del dente è caratterizzata dalla presenza di numerosi pori. Questi hanno un'elevata capacità di assorbire elementi che passano attraverso la nostra bocca. Con il tempo, il caffè, il cibo, il fumo di sigaretta e altre sostanze, alterano il colore dei denti andandosi a depositare all'interno dei pori.

A questo punto, anche un'attenta igiene casalinga, può non essere sufficiente. Ecco perché si ricorre a un trattamento specialistico. Lo spazzolino, il collutorio e il filo, infatti, non sono in grado di rimuovere il 100% di queste macchie.

Ecco, quindi, che si è deciso di indagare meglio questo problema per studiare prodotti utili per la rimozione delle macchie dei denti. Oggi, grazie a queste alternative, è possibile restituire al paziente un sorriso bianco. Andiamo ad analizzare meglio, il funzionamento di questo trattamento e quali sono le possibilità che permettono di arrivare a un risultato ottimale con lo sbiancamento denti.

Sbiancamento denti: come funziona?

Lo sbiancamento dentale può essere effettuato attraverso diverse tecniche e, a vantaggio di chi non ha molto tempo, può essere gestito anche a casa. Come funziona, quindi, lo sbiancamento dentale? Il processo è regolato in base alle reazioni provocate dagli elementi contenuti nel prodotto utilizzato per lo sbiancamento.

Per poter ottenere un risultato ottimale si fa sì che ad agire sul dente sia l'ossigeno (contenuto nel perossido di idrogeno).

Questo, a contatto con la superficie dentale viene facilmente assorbito da smalto e dentina. Su queste superfici, infatti, trova deposito l'accumulo di sostanze che alterano la caratteristica cromatica del dente.

L'azione dell'ossigeno va a separare questi elementi dal dente, rimuovendoli definitivamente. Questo trattamento risulta più efficiente di quando si utilizza, ad esempio, un dentifricio che promette gli stessi risultati?

L'azione del dentifricio può essere utile anche a rimuovere le macchie presenti sui denti, ma la sua azione rimane, appunto, superficiale.

Come si fa a rimuovere l'accumulo di elementi esterne sullo smalto dei denti? Solamente con l'aiuto di uno sbiancamento questo è possibile.

Un'azione a tale profondità e con tale efficacia non è possibile ottenerla con il semplice dentifricio, perché nonostante le quantità di ossigeno rilasciate sulla superficie, queste non sono in grado di agire sullo smalto.

Bisogna anche sottolineare quelle che sono le azioni a "latere" dello sbiancamento denti che, così come dimostrato, permette anche di proteggere dalla carie.

Sapevi che lo sbiancamento denti protegge dalla carie?

Esistono casi in cui lo sbiancamento dentale può proteggere dalla carie? Facendo le dovute distinzioni tra tipologie di prodotti è possibile rispondere che, sì, lo sbiancamento dentale può aiutare la prevenzione della carie. Esistono elementi specifici che, se ritrovati nei prodotti utilizzati, possono avere questo tipo di reazione.

Se il dentista vi ha consigliato prodotti che contengono perossido di idrogeno e o perossido di cammarbide allora sì, questi hanno la capacità di limitare l'insorgenza della carie. Andiamo a conoscere un po' più a fondo le caratteristiche di questi prodotti.

Perossido di cammarbide: cos'è come funziona

In riferimento al perossido di cammarbide possiamo dire che questo è il risultato di un composto che nasce dall'unione di perossido di idrogeno e un ulteriore composto che è l'Urea.

Questa è un composto chimico che nasce dall'unione di molecole di idrogeno, ossigeno e nitrogeno.

In questo composto è possibile ritrovare un'elevata presenza di perossido di ossigeno che va a completare la composizione per un terzo della sua totalità.

Il perossido di ossigeno

Non vogliamo ovviamente "ingannare" nessuno, perché con il nome di perossido di ossigeno intendiamo la normale acqua ossigenata. Questa è quel composto che si usa di solito per disinfettare le ferite quando, da bambini o da adulti, ci si taglia.

L'acqua ossigenata ha un elevato potere sbiancante che può funzionare per il trattamento di sbiancamento dei denti?

Proprio così! Utilizzata nella giusta quantità questo composto può avere un'azione più che efficace sui denti. Questo suo utilizzo non è l'unico a certificarne le capacità, perché il composto dell'acqua ossigenata è in uso anche in processi industriali. Aziende che lavorano i tessuti o industrie che lavorano la carta ne usano in grandi quantità per lavori di sbiancamento.

Viene da sé che un tipo di processo del genere debba avere una sua efficacia ma anche una durata nel tempo. Con il prossimo paragrafo andiamo ad analizzare proprio la durata dello sbiancamento dentale.

Quanto dura lo sbiancamento?

Il trattamento di sbiancamento dentale non può essere effettuato sui denti una sola volta, perché la mancanza di costanza nello sbiancare i denti sarebbe poco risolutiva per disagi di questo tipo. Il sorriso ritorna al suo colore originario già alla prima seduta dal dentista o dall'igienista.

A questo punto, il professionista consiglierà al paziente un piano di azione da seguire con fermezza per la tenuta dei denti bianchi. L'azione di diversi elementi, infatti, può portare a velocizzare il processo di "ingiallimento dei denti" che non subiscono un intervento periodico di questo tipo.

A questo punto vanno seguiti alcuni distinguo che possono contribuire ad accelerare questo processo e sono gli eventi più attenzionati dal dentista. Questi sono quelli che riguardano i fumatori e chi beve molto spesso sostanze come tè o caffè.

Abbiamo detto, inizialmente, che il semplice lavaggio dei denti può rallentare ma non fermare i cambiamenti cromatici dei denti.

Lo sviluppo di un piano di trattamenti che preveda lo sbiancamento della dentatura va fatto periodicamente e studiato con il dentista anche in base alle abitudini del cliente. Questi beve spesso vino rosso? Ha un consumo molto elevato di bevande come caffè e tè? In questi casi vanno ristretti i tempi tra un trattamento e l'altro e la presenza presso lo studio dovrà essere più assidua.

Aspetto assolutamente positivo, in questo senso, è che il mantenimento del bianco sarà più semplice rispetto al periodo pre sbiancamento. Non è mai successo, infatti, che il colore dei denti, nonostante il consumo di bevande a base di caffeina, vino o il fumo di sigaretta, tornasse della tonalità precedente rispetto al primo sbiancamento.

Sempre più spesso vediamo che i professionisti assumono un metodo per misurare la "qualità" dello sbiancamento ottenuto. Andiamo a vedere di cosa si tratta.

Sbiancamento denti: come misurare i risultati?

Il lavoro di un professionista dei denti affidabile è sempre sotto gli occhi di tutti quando il cliente smette di avere dolore o torna ad avere un sorriso lineare e piacevole. Ma come si misura l'efficacia di un trattamento di sbiancamento dei denti per chi non conosce questo tipo di intervento?

I professionisti, odontoiatri e odontotecnici devono lavorare avendo punti di riferimento per capire quali sono le gradazioni di colore sulle quali basarsi. Non sempre, ad esempio, è necessario o possibile lavorare per ottenere il massimo grado di sbiancamento.

Per avere un punto di riferimento, quindi, è stata introdotta la Scala VITA che consente di verificare il bianco dei denti a lavoro terminato. Andiamo a vedere in maniera più approfondita di cosa si tratta e come questa scala funziona.

Cos'è la scala VITA e come funziona?

La Scala VITA è un indicatore che oggi viene utilizzato da odontoiatri e odontotecnici come riferimento per la gradazione dei denti da ottenere con lo sbiancamento. La scala in questione funziona tramite l'utilizzo di diverse gradazioni per quel che riguarda la tonalità e l'intensità del colore.

Combinando i diversi gradi di queste scale di riferimento si ottiene il preciso colore come obiettivo alla fine del trattamento.

Per quanto riguarda la scala di tonalità si utilizzano indici alfabetici tra la A e la D. Relativamente all'intensità del colore, invece, si prende come riferimento un indice numerico da 1 a 4.

La combinazione di questi due indici permette di capire qual è la tonalità da ottenere dopo aver effettuato lo sbiancamento.

Questa scala, oltretutto, viene utilizzata anche dagli odontotecnici quando bisogna realizzare una singola o più protesi che siano, il più possibile, attinenti alla colorazione degli altri denti naturali.

Vuoi conoscere, in maniera più approfondita, le diverse tecniche in uso oggi per sbiancare i denti? Partiamo da quella più avveniristica e promettente: lo sbiancamento dentale laser.

Laser per sbiancamento dentale: cos'è?

Potremmo definire questa tecnica, lo sbiancamento dentale al laser, come l'evoluzione naturale rispetto ai metodi classici. Questo trattamento viene effettuato utilizzando la potenza di un impulso elettromagnetico laser in combinazione con gel contenenti perossido di idrogeno che sono in grado di aggredire ed eliminare le macchie.

Il laser in questione può lavorare a diverse frequenze e agire in maniera più o meno decisa sulle macchie dei denti. Queste frequenze sono tutte quelle relative campo di luce che per noi è ben visibile tra l'infrarosso e l'ultravioletto.

La differenza nell'utilizzo delle frequenze sta proprio nella capacità dell'onda emessa di penetrare all'interno della superficie e andare a intaccare le macchie sui denti.

In combinazione con il gel questo fascio di luce produce un effetto diretto tramite il semplice contatto andando ad agire sia sullo smalto che sulla dentina durante la singola applicazione. Non solo, quindi, sullo spazio esterno, ma anche sul tessuto interno che, come spiegato precedentemente, può essere attaccato dalle macchie.

Sbiancamento denti laser: benefici e svantaggi

Così come tutti gli interventi innovativi per rimuovere macchie di bevande e alimenti dai denti, anche il laser mostra vantaggi e svantaggi. Abbiamo prima anticipato gli effetti diretti dello sbiancamento relativamente alla sua efficacia nella durata della singola applicazione.

Vantaggi laser sbiancamento denti

Tra i vantaggi dell'utilizzo del laser in combinazione con il gel c'è sicuramente quello della durata che può arrivare fino a 2 anni. Questo è un tempo ottimale, per quanto riguarda la durata, nel caso in cui si tenda a favorire un'alimentazione attenta e una cura dei denti puntuale.

Tra gli interventi disponibili per lo sbiancamento, quello con il laser può essere considerato più efficiente rispetto ad altri, con risultati eccellenti se perseguiti seguendo una precisa tabella nelle singole sedute.

Da questo punto di vista è sempre consigliabile questo tipo di trattamento. Altro grande upgrade grazie a questo tipo di trattamento è la possibilità di poterlo utilizzare anche sui denti devitalizzati.

Una delle prime conseguenze quando si devitalizza un dente è il cambiamento di colore che subisce. Passando dal classico bianco a un grigio piuttosto evidente. Una differenza cromatica che risulta piuttosto fastidiosa quando a dover subire la devitalizzazione sono denti esposti quando si sorride.

Poter effettuare uno sbiancamento efficace anche su questi denti risolve tanti problemi di salute e psicologici in una persona con denti devitalizzati. Esistono alcuni svantaggi che vanno comunque considerati.

Svantaggi laser per sbiancare i denti

Un serio dentista professionista mette sempre al corrente l'utente di quelli che possono essere i potenziali svantaggi nell'utilizzo del laser per sbiancamento. La durata di 2 anni, dopo un ciclo di trattamenti con il laser è un tempo molto lungo e consente al paziente di mantenere denti bianchi e ben curati.

Questo vantaggio va valutato anche in relazione a quella che è la capacità di cura e attenzione che il paziente stesso avrà dei suoi denti. Perché trascurare la pulizia dei denti e i controlli periodici può ridurre questa forbice.

Abbiamo menzionato la possibilità di sbiancare denti devitalizzati, un'operazione che richiede un impatto laser piuttosto aggressivo per un risultato eccellente. Anche questo fattore va valutato con l'aiuto di un professionista serio e qualificato.

Ci sono, infine, casi specifici per i quali non è consigliabile eseguire questo tipo di interventi. Persone con determinate patologie o condizioni specifiche, infatti, dovrebbero evitare di sottoporsi allo sbiancamento con laser. Tra questi troviamo:

  • donne in stato di gravidanza e nella successiva fase dell'allattamento;
  • soggetti con denti con gengiviti, pulpiti, carie e presenza di tartaro;
  • persone con malattie croniche;
  • chi ha elevata sensibilità dentale;
  • soggetti con allergie a uno o più componenti del gel utilizzato;
  • chiunque presenti denti danneggiati o malati in maniera evidente.

Valutare vantaggi e svantaggi di questa cura per i denti significa avere un quadro ben chiaro di quelle che sono le caratteristiche di applicazione di questo trattamento. A completare questo quadro non possono che esserci i chiarimenti sul costo dello sbiancamento.

Il costo dello sbiancamento dei denti con laser

Qual è il costo di uno sbiancamento di denti con laser? Alla fine del ciclo di trattamenti, quanto avrò speso per avere i denti bianchi e risolvere questo problema? Con questo paragrafo andremo ad approfondire la parte che riguarda le spese da sostenere per completare un ciclo di cure.

Con un occhio di riguardo, infine, cercheremo di capire il costo del trattamento seguendo le indicazioni attinenti al singolo metodo utilizzato. Desideriamo comunque informare gli utenti che alcuni fattori hanno un'incidenza piuttosto importante su quello che potrebbe essere il prezzo finale per il trattamento.

Costo sbiancamento laser singola arcata

Un semplice esempio su tutti può essere quello relativo al costo del trattamento su singola arcata. Per poter avere una valutazione finale c'è sempre bisogno di un primo controllo. In questo controllo il dentista cerca subito di capire quali sono le condizioni del singolo dente e se lo sbiancamento deve essere o meno in profondità.

In generale si considera una forbice tra i 50 e i 300 euro per i trattamenti senza laser. Una variabilità che non può non tenere conto del consumo di prodotti a base di perossido di idrogeno e altre componenti come per il caso dei gel utilizzati.

Costo totale sbiancamento laser

Tale variabilità va considerata anche per quanto riguarda lo sbiancamento laser che può avere una forbice variabile tra i 300 e i 500 euro per trattamento. Il prezzo sembra piuttosto alto, ma la qualità del servizio è innegabile.

Per questo motivo bisogna sempre considerare con molta attenzione chi propone tariffe più basse di queste e che potrebbe offrire un servizio scadente.

Tipi di laser per sbiancamento denti

In questo paragrafo vogliamo puntare l'attenzione su quelle che sono le diverse tipologie di laser utilizzate per lo sbiancamento. Ognuna di queste tipologie consente di ottenere un risultato diverso e va utilizzata con impostazioni e regolazioni differenti. A risentirne, ovviamente, saranno le prestazioni e i prezzi. Andiamo a vedere, quindi, quali sono queste tipologie che in totale sono 3: laser a biossido di carbonio, laser ad argon, laser a diodi.

Laser a biossido di carbonio

Nella valutazione della qualità del laser utilizzato vanno principalmente valutate le questioni legate alla sicurezza del paziente. Il laser a biossido di carbonio è utilizzato spesso in interventi estetici e può essere utilizzato anche in ambito odontoiatrico.

Presenta delle potenziali criticità per i denti legate al fatto che questo può andare incontro a rialzo termico. Un rialzo termico del laser in uso può causare qualche problema ai tessuti molli delle gengive. Se questo rialzo termico è elevato e l'esposizione prolungata può provocare pulpiti.

Laser ad argon

Parlando in precedenza del trattamento con il laser a biossido di carbonio abbiamo sottolineato la possibilità che questo provochi rialzo termico con conseguenti disagi per gengive e denti. Per evitare l'insorgenza di questi problemi ecco la scelta verso il laser ad argon.

Il suo utilizzo ottimale è consentito dall'emissione di luce blu che questo laser ha e che permette di gestire con maggiore efficacia la temperatura. In questo modo l'equilibrio nel mantenimento di una temperatura ideale è migliore e la gestione del laser sui diversi tessuti è ottimale.

Laser a diodi

Sicuramente il sistema più utilizzato per sbiancare i denti con laser. Il laser a diodi in odontoiatria può avere molti utilizzi tra i quali vale la pena elencare:

  • capacità desensibilizzante su colletti sensibili;
  • decontaminazione delle tasche parodontali in combinazione con detartrasi e scaling manuale;
  • sterilizzazione e disinfezione di canali trattati in interventi di endodonzia;
  • eliminazione di infezioni e gonfiore delle gengive dopo i trattamenti chirurgici.

Altri campi di applicazione possono essere quelli del trattamento di afte del cavo orale oltre, ovviamente, all'utilizzo per lo sbiancamento dentale.

Molti dentisti consigliano ai pazienti che hanno appena subito un trattamento per sbiancare il colore dei denti di seguire alcune specifiche regole relative all'alimentazione. Andiamo a vedere alcuni di questi consigli.

Dopo lo sbiancamento laser cosa mangiare?

Esistono una serie di "best practices" da seguire anche per quanto riguarda l'alimentazione dopo un trattamento di sbiancamento. Queste riguardano tanto i cibi da preferire, quanto quelli da evitare. Di seguito analizzeremo, in due brevi paragrafi, quelli che sono i pasti da preferire e quali, invece, sarebbe meglio non mangiare.

Alimentazione dopo sbiancamento laser: cosa si può mangiare

Una particolare attenzione relativamente all'alimentazione, va esercitata nei giorni immediatamente successivi al trattamento. Durante questo periodo vanno valutati alcuni alimenti da escludere dalla propria dieta. Ma quali sono, invece, quegli alimenti che bisogna preferire rispetto a questi altri? Ecco un breve elenco:

  • Acqua: che non intacca il lavoro appena svolto dal dentista e che ha una bassa concentrazione di elementi di natura biologica che possono andare a depositarsi sui denti;
  • cibi cosiddetti "bianchi": cioè tutti quegli elementi che contengono un basso concentrato di coloranti. Tra questi possiamo trovare frutta come mele e pere e carne come quella di tacchino o di pollo.

Alimentazione per sbiancamento laser: cosa NON si può mangiare

Altrettanta attenzione, se non di più, va posta agli alimenti da evitare nei giorni immediatamente successivi al trattamento. Ecco un elenco di quelli da non considerare durante questo periodo:

  • more, carote rosse e lamponi e, più in generale, tutta quella frutta con un'elevata percentuale di coloranti all'interno;
  • bevande con coloranti che macchiano i denti (es.: Coca Cola);
  • il e il caffè, entrambi in grado di macchiare i denti velocemente;
  • cibi aggressivi o acidi con elevata capacità corrosiva (arancio e limone);
  • cioccolato (sia al latte che fondente).

Sono solo alcuni dell'ampio elenco degli alimenti da evitare quando ci si è sottoposti a uno sbiancamento dentale. Ma esistono altri metodi rispetto al laser per poter effettuare uno sbiancamento dentale, magari senza arrivare ogni volta dal dentista? Questo è un argomento che merita un preciso approfondimento.

Sbiancare i denti con un kit funziona?

I kit per lo sbiancamento dei denti non sono altro che un insieme di prodotti che permettono di effettuare lo sbiancamento a casa. Dato questo aspetto non può che nascere spontanea la domanda sul fatto che questi kit funzionino o meno.

Siamo concordi con altri pareri nell'affermare che un utilizzo approssimativo di un kit in casa può essere dannoso e non utile. Nessuna informazione approfondita sostituirà mai la professionalità e la manualità del dentista professionista.

Andiamo a vedere, tuttavia, quali sono le caratteristiche di questi prodotti e se realmente garantiscono i risultati che promettono.

Un kit per sbiancamento denti è un trattamento che permette, in maniera facile e veloce, di rimuovere le macchie sui denti a casa. Questi kit comprendono l'utilizzo di un gel composto da perossido di carbonio o di carbammide. In commercio sono disponibili diversi tipi di kit. Andiamo a vedere quali sono.

Kit di sbiancamento fai da te: lo sbiancamento denti a casa

Per chi sceglie di effettuare un trattamento sbiancante con kit c'è la possibilità di optare tra diverse tipologie di prodotto:

  • strisce sbiancanti;
  • penna sbiancante;
  • polvere di carbone;
  • kit sbiancamento con mascherina.

I kit con mascherina hanno mostrato risultati ottimali nello sbiancamento, così come le strisce sbiancanti. Rispetto a polvere di carbone e penna sbiancante sono leggermente più costose.

Rapidità ed efficacia in economia

Chiusura di questo pezzo è affidata a un'opinione sui trattamenti per lo sbiancamento. Tanti prodotti in vendita promettono miracoli, ma alla fine non sono sicuri come il lavoro del professionista.

La differenza sta nell'aggressività di questi prodotti e nella mancanza di "controllo" professionale di cui l'utente in casa non dispone. Oggi è possibile ottenere ottimi risultati con l'utilizzo dei laser e con le mascherine. Risultati garantiti anche e soprattutto dall'attenzione con cui il professionista applica queste tecniche.

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