Parodontite e possibili rimedi naturali

Dolore ai denti? Sanguinamento gengivale? Siete preoccupati di aver contratto la parodontite? Bene, siete nel posto giusto.

In questo articolo tratteremo un argomento delicato e di interesse a molti, in quanto quest' infezione colpisce una gran percentuale di soggetti in età adulta.

Partiamo dalla premessa che nessun articolo sul web può darvi la certezza che voi abbiate contratto qualsiasi genere di infiammazione orale, dalla gengivite alla parodontite. In questo articolo tratteremo questo tema caldo dell' odontoiatria, a scopo puramente divulgativo, così che voi possiate andare preparati, quando vi decidere a prenotare una visita dentale, e non totalmente disorientati su un tema che potrebbe coinvolgervi.

Infatti, noi di Implant Centre Martinko, consigliamo sempre di rivolgersi ad un esperto del mestiere, provvedendo sempre a prenotare una visita dentistica, così da affrontare in maniera professionale ed efficace eventuali problemi sorti.

In ultima istanza, a fine articolo ci preoccuperemo di approfondire il tema di eventuali rimedi naturali alla parodontite. In questi ultimi tempi, sempre più persone si stanno dirigendo verso terapie che abbracciano il mondo dell' omeopatia, delle cure naturali o trattamenti distanti a quelli tradizionalmente riconosciuti dalla medicina.

Rifletteremo sulla loro effettiva efficacia ed in quali casi e condizioni si potrebbe optare per una cura che si basa su rimedi puramente naturali.

Buona lettura!

Cos'è la parodontite?

La parodontite, o malattia parodontale, è un' infiammazione dei tessuti di sostegno al dente, dunque un' infiammazione che attacca gengive, legamenti parodontali e ossa alveolari.

Si tratta, senza entrare in troppi tecnicismi, di un' aggressione batterica che provoca il riassorbimento dell' osso che sostiene il dente. Il nome stesso ci fornisce una via su come considerare questa infezione: "parodontite" deriva dal periodonto ( ovvero "attorno al dente"), dove troviamo il legamento parodontale, un insieme di fasci connettivali fibrosi che avvolge la radice del dente e la congiunge alle pareti dell’alveolo, garantendo la stabilità del dente stesso.

Si tratta del secondo stadio, ovvero quello più grave, del disturbo gengivale. Se non viene presa in esame con le giuste precauzioni, dunque se non viene curata in tempo, si va incontro alla perdita del dente.

La parodontite, o anche chiamata piorrea, è la prima causa di perdita dentale registrata dagli studi.

Questa patologia è molto diffusa in Italia e nel mondo ed è responsabile del 40% dei denti persi in un adulto. Infatti, secondo uno studio del 2018 pubblicato dalla SIdP ( la Società Italiana di Parodontologia e Implantologia), la malattia interessa circa il 60% della popolazione italiana, in forme gravi nel 10-14% dei casi.

In media, sono le persone con età compresa tra i 35 e i 44 anni che hanno una maggiore probabilità di contrarla ed è per questo motivo che bisogna conoscere i primi sintomi della parodontite così da poter prevenire la perdita del dente stesso.

Le 3 tipologie di parodontite

La parodontite cronica

La parodontite cronica ( o apicale) è caratterizzata da una lenta perdita dei tessuti gengivali. Questa tipologia di piorrea è spesso associata ad una deposizione considerevole di tartaro e placca batterica all' interno della radice ossea.

Questo genere di parodontite si può manifesta già nel periodo adolescenziale, progredendo in maniera lenta e peggiorando sempre di più il sito infettato nei periodi in cui il soggetto ha basse difese immunitarie.

La percentuale di contrarre la parodontite cronica è alta fra coloro che fumano.

Parodontite aggressiva

Come dice già il nome stesso, questa tipologia di parodontite, presenta una rapida perdita di tessuto gengivale.

La parodontite aggressiva si manifesta nei soggetti di circa 30 anni. Coloro che soffrono di condizioni igieniche poco idonee possono contrarre questo tipo di parodontologia a qualsiasi età, in forma localizzata nei primi periodi, ed in forma generalizzata in età avanzata.

Il fumo è sempre un fattore che aumenta esponenzialmente il rischio.

Parodontite ulcero-necrotica

Questa è la tipologia più grave e si presenta prevalentemente nei Paesi poveri dove l' igiene generale pubblica è drasticamente bassa.

Questa forma di parodontite è caratterizzata da papille e margini gengivali ulcerati e necrotici.

La parodontite ulcero-necrotica è riconoscibile da una membrana giallognola che ricopre la superficie dentale.

I sintomi tipici di questa forma di parodontite presenta lesioni sulle gengive che producono sanguinamento gengivale spontaneo.

Quali sono le cause della parodontite?

La causa principale che porta alla parodontite è la placca batterica. La medicina, nel corso degli anni, ha individuato diversi fattori che possono infiammare il tessuto osseo intorno al dente e facilitare l' ingresso nella tasca parodontale a batteri patogeni. Qui sotto ne individueremo alcune.

La placca batterica

La placca batterica (o biofilm) è la principale causa di infezioni orali come la comune gengivite e in forma più aggravata, la parodontite.

Queste due infezioni della bocca sono dovute alle deposizioni sulla superficie di denti e gengive. Se i batteri riescono ad infiammare le gengive, queste ultime, dopo una lieve sollecitazione, come ad esempio l' utilizzo del filo interdentale o dello spazzolino, inizieranno ad arrossarsi, gonfiarsi e infine a sanguinare.

Se l' individuo segue una corretta abitudine di pulizia dentale, non c'è da preoccuparsi, infatti il corpo reagirà ottimamente all' attacco di questi batteri, non causando alcun genere di infezione.

Il Tartaro

Il tartaro nient' altro è se non placche batteriche calcificate che possono addensarsi sia sopra, che sotto, il margine gengivale.

Bisogna fare particolare attenzione quando il tartaro si sedimenta sulla superfice della radice dentale, perché in questo caso si va incontro alla formazione di tasche parodontali infette che porteranno alla parodontite.

Anche in questo caso, la formazione di tartaro sulla superficie dentale è naturale data la ruvidità della superficie stessa. Per prevenire l' accumulo di tartaro e le conseguenti infiammazioni, basta una corretta routine di igiene dentale. Nel caso in cui il tartaro si sia solidificato sulla superficie dentale, la quotidiana abitudine di pulizia orale ( spazzolino, collutorio, filo interdentale ) non è sufficiente a toglierlo e bisogna necessariamente rivolgersi ad uno studio dentistico che saprà intervenire sulla calcificazione del tartaro depositato sul vostro dente.

Il Fumo

Il vizio di fumare le sigarette, non è solo premessa al deterioramento dei polmoni e del sistema cardio-vascolare, ma è oltretutto causa di molte malattie legate all' apparato della bocca.

Infatti, il fumo causa un drastico indebolimento del tessuto gengivale e dunque la sua resistenza ai batteri. Qui l' abitudine ad una pulizia dentale conta poco; è scientificamente provato che il fumatore ha una percentuale nettamente più alta di perdere i denti, rispetto ai non fumatori o ex fumatori. infatti l' indebolimento del tessuto gengivale, il deterioramento dell' osso mascellare e l' accumulo di batteri patogeni nella zona della radice dentale sono problematiche quasi assicurate ai fumatori abituali.

Patologie sistematiche - il diabete

Anche se per i meno esperti nel campo sembra assurdo, fra parodontite e diabete esiste una forte correlazione. Infatti chi soffre di diabete, se non controlla il flusso glicemico nel sangue, potrebbe andare incontro ad una parodontite; allo stesso modo, chi soffre di parodontite, ha una percentuale più alta di ammalarsi di diabete.

È interessante notare che condurre un percorso terapeutico per il diabete, avrà effetti positivi sul trattamento della parodontite e viceversa. Per questo motivo, per chi soffre di diabete, è fortemente consigliato di sottoporsi non solo a visite mediche di specialisti in diabete, ma anche da dentisti.

L' alimentazione

Sempre in stretta correlazione con il diabete, anche l' alimentazione incide molto sulla salute delle nostre gengive. Infatti, un' alimentazione malsana porta ad un deterioramento della gengiva, dunque ad una perdita prematura del dente.

Esattamente! Anche una nutrizione condotta in maniera squilibrata porterà ad infezioni come la gengivite e la parodontite.

In secondo luogo, sempre coerente con il discorso portato avanti sopra, una mal nutrizione può portare a contrarre il diabete e dunque a tutte le complicanze che esso comporta per l' apparato della bocca.

La genetica

Ovviamente, in quanto la parodontite e la gengivite sono infiammazioni, ovvero sono causati da batteri patogeni, un' altra variabile da considerare sono le difese immunitarie di cui siamo in possesso per difenderci da questi batteri.

Il modo in cui il sistema immunitario reagisce all' attacco dei batteri patogeni dipende da persona a persona. È per questo motivo che il quadro clinico di soggetti che non presentano una routine di pulizia dentale sufficiente può non presentare sviluppi di parodontite, in quanto il loro sistema immunitario ha risposto in maniera eccellente alla presenza batterica su denti e gengive.

L' età

Il corpo invecchia e con noi anche le nostre gengive e i nostri denti. Sono rari i casi di bambini e ragazzi che presentano infezioni di gengivite e parodontite, al contrario degli adulti, che in media contraggono queste infezioni all' età di 35 anni circa.

La grande "astuzia" di queste infezioni, è che progrediscono molto lentamente, percui il soggetto in questione non si rende immediatamente conto dell' infezione contratta e solo dopo, quando i sintomi iniziano a farsi sentire, il paziente si rivolge al dentista; ma attenzione, non sempre è curabile la parodontite quando ha raggiunto uno stadio avanzato.

Quali sono i sintomi della parodontite?

I primi sintomi

Dobbiamo dircelo, la parodontite non ci aiuta in nessun modo per prevenirla. Infatti, i primi sintomi che l' infezione manifesta si presentano solo in uno stato già abbastanza avanzato della malattia.

L' unico modo che un soggetto possiede per prevenire in modo ottimale questa infezione è una visita dal dentista.

Ma non demoralizziamoci, qui di sotto cercheremo di elencare quelli che sono i principali sintomi manifestanti che dovrebbero farci suonare una campanella d' allarme.

  • Alitosi: esatto, l'alitosi può essere sintomo di parodontite. Questo per il semplice motivo che il cattivo odore del nostro alito può avere origine dalle tasche parodontali sotto-gengivali che accumulano tartaro e batteri. Un punto questo che secondo noi è di estremo interesse, in quanto mette in dubbio la convinzione comune che l' alitosi ha origine da patologie extra cavo orale.
  • Recessione gengivale: o detta in maniera più semplice, il ritiro della gengiva. Quest' ultima può essere causata da una semplice cattiva abitudine a non avere una buona igiene orale, ma non sempre è così. Infatti, nell' eziologia della parodontite, il recesso gengivale è un sintomo noto e comune, in quanto quest' ultimo significa che l' osso che sostiene il dente si è ritirato.
  • Sanguinamento: insieme al gonfiore ed agli ascessi, è uno dei sintomi che dovrebbe far suonare un campanello d' allarme. Su questo punto però, teniamo a precisare che questi tre fenomeni elencati (sanguinamento, gonfiore e ascessi) sono sintomi di una gengiva malata, non sana, ovvero che non gode di una buona igiene orale.
  • Dolore e difficoltà nella masticazione: questo genere di difficoltà è dovuto dalla semplice considerazione che il dente non è più fisso. Questo sintomo, teniamo a precisare, si manifesta in uno stato particolarmente avanzato dell' infezione. Infatti, quando iniziano a presentarsi dolori al dente, difficoltà di masticazione e bassa stabilità del dente, quando dunque la meccanica del dente viene meno, significa che il tessuto osseo del dente è ormai deteriorato e la perdita del dente stesso è vicina (parodontite grave).

Come si previene la parodontite?

La prevenzione della parodontite è efficace se si fa affidamento ad un medico specializzato in parodontologia.

Prima di procedere, meglio fare un passo indietro e fare delle chiarificazioni terminologiche che vi saranno utili per orientarvi in questo ambiente.

  • Il parodonto. Il parodonto è un complesso strutturale ( gengiva, osso alveolare, legamento parodontale, cemento radicolare) che svolge la funzione principale di sostegno dei denti.
  • Il parodontologo. Il parodontologo è un medico-odontoiatra e chirurgo che si occupa principalmente di parodontologia, ovvero il ramo dell’odontoiatria che si occupa della prevenzione, diagnosi e cura delle malattie parodontali.

Fatte queste premesse, possiamo procedere su come prevenire questo genere di malattie.

Come già preannunciato sopra, le infezioni parodontali devono essere trattare da uno specialista, che noi finalmente gli abbiamo dato nome, il parodontologo. Per prevenire la parodontite, non ci resta altra strada se non una visita clinica di un dentista specializzato del settore.

Si tratta semplicemente di una diagnosi che avviene tramite un sondaggio parodontale che misura la profondità della tasca. Stiamo parlando di semplici test di screening, come il Test PSR, ovvero diagnosi non impegnative, che possono consentire di valutare il proprio stato di salute parodontale.

Procedere per questo tipo di diagnosi è di massima importanza per la prevenzione dei propri denti, in quanto permette di segnalare immediatamente un inizio di parodontite, che come abbiamo visto sopra, nei primi periodi non è che ci tenga molto a farsi sentire da chi la ospita.

Tralasciando quelle che sono diagnosi, test medici e questioni squisitamente cliniche, la unica e vera soluzione per prevenire gengivite, ed in casi peggiori, parodontite, è condurre una corretta vita salutare. Abbiamo elencato sopra quali sono i principali fattori che causano queste infezioni batteriche, e sono proprio quelli che ognuno di noi deve preoccuparsi di evitare per non contrarre alcuna infezione gengivale.

Detta in parole povere, vi consigliamo caldamente di smettere di fumare e iniziare una dieta più sana, cercando di abbandonare zuccheri e alimenti malsani. Abbiamo elencato fra i fattori che alzano il rischio di parodontite anche questioni di carattere genetico, ovvero il sistema immunitario che ognuno di noi possiede. Se siamo dei soggetti con un sistema immunitario basso, l' unica soluzione che ci rimane per prevenire la nostra bocca da infezioni batteriche, oltre alle diagnosi cliniche, non ci rimane che portare avanti una corretta routine di pulizia dentale, assicurandoci che la nostra igiene orale sia sempre in ottimo stato.

Quest' ultimo punto, teniamo a raccomandare, non è esclusiva di coloro che soffrono di basso sistema immunitario, ma deve essere un' abitudine seguita da tutti, anche da coloro che godono di un forte sistema immunitario.

Le cure della parodontite

Esistono diverse tipologie di cure. Per quanto riguarda pazienti che soffrono di una lieve infiammazione, basterà sottoporsi ad una detartrasi, ovvero piccole sedute che includono cura dell' igiene orale e rimozione di placca e tartaro sottogengivale.

Se la parodontite è grave, piccole sedute di rimozione di tartaro e placche non sono sufficienti e bisogna necessariamente ricorrere ad interventi chirurgici.

Per quanto riguarda le operazioni chirurgiche, le possiamo suddividere in due macro categorie che mirano a obiettivi diversi: 1) rimodellamento osseo, che fanno affidamento alla chirurgia plastica gengivale; 2) interventi rigenerativi, ovvero mirati a ottenere la rigenerazione dei tessuti parodontali.

Per quanto riguarda la parodontite cronica, si deve effettuare un intervento chirurgico che ha come obiettivo quello di pulire i tessuti e rigenerare l' osso perso, nel caso ci sia stata una sua detrazione.

Nella parodontite aggressiva, la soluzione risiede in un intervento chirurgico simile a quello riservato alla parodontite cronica, con l' aggiunta di una terapia farmacologica, in molti casi, si tratta di una terapia antibiotica.

Nel caso più grave, ovvero la parodontite ulcero necrotizzante, bisogna seguire la prassi già specificata per le infezioni meno gravi. La differenza risiede nel fatto che la gengiva, in quanto troppo dolorante, non è possibile l' utilizzo dello spazzolino. Tutto ciò richiede che venga utilizzato il clorexidina attraverso dei risciacqui.

Terapia laser

Nel campo dell' odontoiatria chirurgica, esistono due tipologie di laser: quelli utilizzati per raggiungere tessuti duri come i denti e le ossa; e quelli utilizzati per essere applicati sui tessiti molli, come le gengive.

Però, gli ultimi studi scientifici, concordano nell' affermare che il laser non sia da ritenere come scelta di terapia unica, ma come terapia da affiancare ad altre più efficaci, come ad esempio l' intervento chirurgico. Questo perché si è constatato che il laser non riduce i batteri che causano l' infezione e non rinforza i tessuti molli colpiti da quest' ultima.

Rimedi naturali

Oltre ai classici rimedi che prendono in questione la formula scientifica, dunque che fanno affidamento alla tecnica medica, fra cui interventi chirurgici e terapie farmacologiche, esistono delle soluzione naturali.

Queste ultime difficilmente possono guarire del tutto una parodontite, ma possono sicuramente alleviare i sintomi e velocizzare la cura.

Vi elenchiamo qua sotto i rimedi naturali più conosciuti:

  • Salvia: ha proprietà disinfettanti
  • Propoli: ha proprietà antibatteriche, antinfiammatorie, anestetiche e cicatrizzanti
  • Tarassaco: è una pianta indicata al trattamento della parodontite in quanto contiene un alto tasso di calcio, minerale necessaria per contrastare la riduzione ossea che provoca la parodontite.
  • Betulla: ha proprietà antinfiammatorie
  • Aloe Vera: consigliata in quanto possiede un' azione lenitiva ed antinfiammatoria. Bisogna applicarla direttamente sulle gengive.
  • Tea Tree Oil: insieme alla Aloe Vera, ha proprietà antibatteriche che possono contribuire a contrastare le infiammazioni gengivali. La Tea Tree Oil può essere utilizzato applicandone una goccia sul dentifricio, oppure dentro un bicchiere d' acqua per il risciacquo orale.
  • Eleuterococco: ha proprietà immunostimolanti
  • Equiseto: ha proprietà emostatiche che possono aiutare a ridurre il sanguinamento gengivale
  • Echinacea: ha proprietà immunostimolanti, efficace in caso di soggetto con un debole sistema immunitario.
  • Argilla ventilata: ha proprietà antinfiammatorie.
  • Malva: ha proprietà antinfiammatorie. Deve essere sfruttata la sua azione emolliente sulle gengive.
  • Acqua calda e sale: deve essere usata come collutorio dopo la pulizia con il dentifricio. Questa pratica abbasserebbe il rischio di sviluppare infezioni alle gengive.

La Propoli

Fra tutti i rimedi naturali, la propoli è sicuramente fra le più gettonate.

Si tratta di una miscela resinosa che viene prodotta dalle api, particolarmente efficace contro la parodontite grazie alle sue proprietà antibatteriche ed antinfiammatorie.

Anche il pepe nero può essere considerato come un rimedio naturale alla parodontite, grazie alle sue proprietà intrinseche che aiutano a rafforzare le gengive e dunque ridurre le infezioni batteriche.

I rimedi naturali funzionano veramente?

Cerchiamo di fare chiarezza: le risposte a base totalmente naturale non possono debellare casi di parodontite. L' unico modo per curare infiammazioni di questo tipo è quello di affidarsi ad un parodontologo che saprà sicuramente consigliarvi la strada adatta a voi, nell'ordine di: sedute di igiene orale, terapia farmacologica ed intervento chirurgico.

Ovviamente, questa constatazione non vi esime dall' essere in diritto di chiedere al vostro medico curante di procedere con dei rimedi naturali che accompagnerà la terapia indicatavi dal parodontologo che voi avete scelto.

Come abbiamo visto sopra, tutti gli elementi elencati possiedono ottime proprietà che possono contrastare infiammazioni batteriche come la parodontite, ma questo non significa che una cura puramente naturale posso debellarle totalmente.

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